die mala
Partecipanti:
Danilo, Giorgio, Stefano e Maurizio.

26 & 27 settembre 2009

(n.d.r.) una sola delle 4 versioni dei report è quella esatta.....
Scrive Stefano:
Diemmala Raid, l'ultima Duegiorni Abusiva puo' essere riassunta in due sole parole: giro memorabile.
In verita' vale la pena di spendere qualche parola in piu', a iniziare dal Monte Arci. A conti fatti e' stato un bene iniziare la giornata con un certo ritardo, oltre un'ora sulla tabella di marcia che ci ha costretti a saltare tutta la prima parte, cioe' l'attraversamento di Gentilis. Ma tant'e', quello e' un posto dove si puo' girare felicemente anche uscendo in giornata senza troppe pretese.
Monte Arci e' diverso: un labirinto impressionante di percorsi che non e' propriamente dietro l'angolo. Credevamo che fossero tutti sterratoni e altri viottoli piu' o meno scorrevoli: iunvece e' un altro pianeta, un vero gioiello dove si puo' girare per ore su mulattiere, single track, tagliafuoco e poi anche qualche sterratone di raccordo. Mai banale, un ambiente magnifico che alterna boschi incantevoli a vedute panoramiche sulla pianura e sui monti. La nostra andatura abusiva si e' dovuta adattare a passaggi che chiedevano convinzione e gas aperto ed altri occhio e guida esperta con discese spaccabraccia e giochi di equilibrismo. Territorio che credevamo conosciuto, grazie alla magnifica disponibilita' di Robi e degli altri amici di Arborea, ma che meritava un approccio piu' indipendente e curioso.
Quasi cinque ore senza altre soste che le poche che ci sono servite a riprendere fiato ogni tanto. Alla fine speravamo un po' tutti che quel pezzo di sterratone fosse l'ultimo e non l'ennesimo raccordo con l'ennesima mulattiera. Insomma, arrivati a Villaurbana abbiamo alzato bandiera bianca ed abbiamo fatto rotta su asfalto per Gavoi, sia per l'ora, sia per il totale prosciugamento di ogni residua energia.
Ultimi chilometri fatti letteralmente con il contagocce: Citizen sbroda e si rifornisce da Danilo-Tanker; io, invece, collaudo l'autonomia dell'X-Challenge che si assesta su un brillante 190 km con un margine di un'altra decina di chilometri. Danilo e Giorgio, i due Tanker del gruppo, naturalmente erano ben tranquilli.
Finalmente a Gavoi, invece del solito albergo, prendiamo alloggio in un bel B&B in paese, tra l'altro davanti ad un ottimo ristorante. Dopo un certo numero di mezzi di un buon rosso andiamo finalmente a nanna per il meritato riposo: ci aspetta una mattinata sicuramente intensa.
E non e' stata solo intensa: non e' mancata la varieta'. Il programma era un lungo giro nella zona di Foresta Burgos. All'inizio, appena dopo Orani, sembra che la giornata si annunci punitiva con una discesa assurda tra gradoni e canali profondi che fanno suonare i paramotore sui sassi come le campane di una chiesa.
Con una certa preoccupazione sul futuro guardiamo a Foresta Burgos. Fortunatamente scorre tutto piu' liscio, come ci si poteva spettare: anche qui, comunque, non e' un territorio da sottovalutare; la strada e' tanta e ci si perde a ripetizione. Arriviamo alle caserme di Foresta Burgos e ci fermiamo per la pausa al baretto, uno di quei locali "fossili" dove si trovano appese le pubblicita' della birra degli anni settanta. Incuriosito dalle moto, si avvicina un forestale. Temiamo il peggio, tipo "andate via maledetti teppisti", invece l'uomo delle foreste, un tale Congiu, ci da' la possibilita' di variare il nostro percorso in modo assolutamente inatteso. Inanelliamo ore di strada in mezzo ai boschi e perfino i tratti asfaltati diventano notevoli. Dispiace veramente quando arriviamo alla fine del giro e dobbiamo tornare indietro.
Dispiace ancora di piu' quando ci troviamo davanti ad un cancello che sembra chiudere inevitabilmente il giro. Anche qui la sorte ci viene incontro e si materializza un ragazzo del posto (con un "nomingiu" assai improbabile per un pastore: "Ciccio", il buffo e' che era secco come un bastone) che ci suggerisce una possibilta' anche questa imprevista per variare il finale di giornata in modo interessante.
La giornata si chide nuovamente a Gavoi dove passiamo a riprendere i bagagli (ci siamo permessi il lusso di passare la giornata senza lo zaino sulle spalle) e, dulcis in fundo, la signora del B&B ci offre un'ottima merenda di caffe' e dolcetti che sembravano non finire mai.
Due giornate lunghe e stancanti, passate in ottima compagnia abusiva, ma non solo, e un'agenda di percorsi ancora piena. Conclusione: archiviato il Diemmala Raid stiamo gia' pensando a "La Vendetta"!
Grazie a tutti e alla prossima!

Stefano
AbuXivo



Scrive Giorgio:

Diemmala experience...
...e che experience!!!

Prima giornata come da copione,ovvero appuntamento al Gonnosbar alle 10 puntuali mi raccomando...
...eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh come no :))
Il Gruppo Cagliaritano si "sgretola" e i componenti sono come schegge impazzite!!!...
... in particolare Danilo (... veramente un giovane indisciplinato) causa telefonate di lavoro (... l'amante !!!) canna la coincidenza abusiva e in seguito cannoneggia fino a Gonnos lasciando i due compari con un palmo di naso ad Assemini !!!
Maurizio,alla sua prima due giorni del 2009, mi chiama alle 10 chiedendomi notizie del disperso...
... pensavo,iniziamo bene!!!
DIEMMALA
Il fato beffardo si accanisce: il nostro Hotel preferito (al lago di Gusana) è preso d'assalto da spose ,sposi e sposalizi... niente per noi.
Immediatamente il gonnosbar si trasforma in un call-center multimediale e spuntano computer, chiavette usb, modem umts, mazzi e lazzi!!!
Maurizio mette subito in moto i suoi contatti e risolve al volo la situazione,troviamo da dormire (?????) a Gavoi!
Partiamo in clamoroso ritardo, ma felici per quello che ci aspetta :)
Tralascio la descizione della prima giornata a Monte Arci che già da solo vale la due giorni e che ci siamo ripromessi di "conoscere meglio"... magari con la guida dei nostri cari Arburensi :)
Grande percorso, mai banale (sono zappulato almeno due volte... una in particolare era "commovente", vero Dani?), un mix di sterri, mule, tagliafuoco e panorami super .
Si fanno le 19 e il sole ci saluta. Via verso Gavoi, purtroppo su asfalto, dove finalmente ci si potrà riposare...
A cena niente Poretti ma, per non smentire il Nonno ("se non fossimo solo motociclisti, saremo solo degli ubriaconi!"), il Nepente scorre a fiumi :)
Finalmente ci aspetta il letto per un meritato riposo. Raramente in vita mia mi è capitato di dormire cosi!

E' mattina:
Burgos ci aspetta! Colazione, colazione, colazione e via.
Inutile dire che il percorso merita veramente, si alternano sentieri nascosti nel bosco a deliziosi sterrati veramente divertenti. Ci si apre un nuovo e sconfinato "parco giochi".
Meraviglioso!!!
Ma i guai sono dietro l'angolo: prima la moto di Maurizio fa i capricci, si scarica la batteria e muore definitivamente! E adesso...
Noooooooooooooooooooooooooooo, il giocattolo si è rotto!!!
Siamo in mezzo al nulla, ma iniziamo comunque a smontare blocchetto di accensione e fili vari... unu film e guerra!!! Nel frattempo Stefano prova a raggiungere la caserma della forestale per cercare almeno un telefono...
Ho detto prova!
Infatti proprio nei pressi del caseggiato l'elica del BMW smette di girare (... poi dicono dei KTM). In compenso le nostre eliche sono a mille.
Dopo le parolacce di rito, fortunatamente si avvicina un forestale, che anziche' inveire contro quei quattro rozzi e incasinati abusivi ci accoglie amichevolmente.
Cristian Congiu ,un vero Signore... motociclista provetto e cazzuto meccanico in pochi istanti le sue mani sapienti tagliano i cavi dei blocchetti elettrici davanti ai nostri occhi sbigottiti... un giro di nastro isolante e... MIRACOLO la moto riparte!!!
Mai visto niente di simile.
Nel frattempo ci raggiunge il pastore che abita poco prima dell'imbocco dello sterrato che porta alla caserma, un tipo truce con lineamenti affilati e barbetta incolta che ha le trasse del ladro, mi semba di aver capito che si chiama Ciucciu o Ciaccu booooooooooooooo... comunque ci apre le porte del suo ovile ci indica la strada più veloce per il rientro che vista l'ora e la stanchezza imbocchiamo felici.
Salutiamo e ringraziamo nuovamente Congiu che nel frattempo è stato trattenuto in caserma a causa del suo lavoro ed entriamo nel terreno di Ciaciu che vorrebbe farci bere 5 o 6 litri di birra... ma noi dobbiamo lavorareeeeeeeee
GoGoGooooooooooo, ci avviamo a concludere la Diemmala Experience... da rifare sicuramente tranne per qualche "piccolo dettaglio" che conoscerete presto
:)
grazie a tutti e alla prossima


scrive Danilo (DR350):

Notizie dall'infermeria...
... prezzi ginocchiere ortopediche...
... consulti ortopedici...
.. incazzature per "articoletti" giornalistici...
... Ragazzini...
C'è troppa tensione e sconforto in lista.
Vabbè, passerà anche questa. Veniamo a noi. Il report della due gg "DIE MALA EXPERIENCE".
Ore 9 del sabato passato. Sorpresona, molto gradita, di Citz che, con bagaglio da notte fuori, si aggiunge ai soliti.
E' vero, mi incasino con due o tre telefonate di "lavoro" :-)))) poi sbaglio strada nel tentativo di riprendere la coda dei compagni ... poi non li vedo più ..... poi decido di andare a tutta birra all'appuntamento di gonnos .... insomma unu mesu casinu. Tutto si allinea e siamo pronti per le 11:30.
Da Arborea attacchiamo l'off. Dico solo: <>. Tutto come ogni endurista potrebbe sognare, in termini di posti, difficoltà sportiva, compagnia. Sono spesso in coda e lo zigolo è al top, anche grazie al nuovo mono Bitubo. Le cadute me le sono viste tutte :-)))) La prima è di Giorgio che, a passo d'uomo, si ritrova su un'improbabile linea alternativa di una delle tante salite, me lo vedo andare a terra, si stacca dalla moto ed esegue una capriola all'indietro tipo quelle che fanno i bambini sulla spiaggia al mare :-)))) Grande invenzione le protezioni ... una risata e tutto passa.
Evito di descrivere il resto della giornata, perché già fatto egregiamente dai due burloni ABX ed N. Ripeterei tutto pari pari fino ai fiumi di nepente ...e via a letto stanchi ma felici. La notte è andata via liscia come l'olio.

La mattina della domenica, dopo un'abbondante colazione si parte. Mentre facevamo rifornimento incontriamo il simpaticissimo presidente del motoclub locale, Antonello M. I partecipanti della cavalcata desulese lo ricorderanno sulla sella di un dominator nero che andava come un treno. Ora ha una Kappona del 2009 full-optional. Lui e un gruppo di altri 4 locali ci invitano a seguirli per una Monti gavoesi classic. Un occasione irripetibile. Per Burgos ci sarà un'altra occasione … forse proprio il 24-25 ottobre. Decidiamo di aggregarci.
Percorso duro ma bellissimo. Loro, gli indigeni, vanno a cannone. Un certo Congiu è sempre in mono ruota, sono tutti belle manette, tranne uno, un certo Ciucca, Ciacca .... Boooo .... unu calloni. Superava nei posti più balordi per poi mitragliarci di pietre, fango, polvere ... Poi ci faceva ripassare per ripetere la scenetta. Ne sanno qualcosa Maurizio e Stefano. Abbiamo raccontato la cosa al presidente, che costernato, ci conferma che il tizio è noto in paese per essere un vero stronzo. Ci dice però, che non è di paese. Suo bisnonno è venuto qui da non ricordo dove. Insomma la terza generazione non è sufficiente per essere ritenuto un gavoese :-))
Comunque, a parte le vicissitudini con i locali, l'avventura è stata originalissima, ci ha lasciato tanti ricordi e soprattutto validi motivi per tornare.

Danilo Dr 350

Scrive Maurizio

No, non è un errore trattasi proprio del report sulla due giorni a FORESTA BURDOS e non a FORESTA BURGOS; se proseguite la lettura capirete il perchè.
Si è trattato del mio esordio in questo genere di escursioni; vanto più di una gita di una intera giornata ma quanto a due giorni era la prima volta.
L'esperienza è stata in parte esaltante ed in parte una autentica merda.
La colpa è di Danilo.
Infatti ha iniziato da almeno una settimana prima descrivendo mirabilie del percorso accuratamente studiato a tavolino e inducendo una tale voglia paragonabile soltanto ad una proposta indecente da miss universo.
Comunque, dopo musi e discussioni in famiglia ottengo il via libera sabato mattina alle sette!
Che faccio?
Cosa mi porto?
Come mi muovo?
Intanto avviso gli altri che mi aspettino.
Poi recupero uno zaino più capiente del solito e metto un pò di ricambi per la cena della sera e per l'intimo dell'indomani; da mangiare? Boh, prendo una banana al volo e la infilo nello zaino insieme ad un litrozzo d'acqua.
Alle nove sono puntuale alla stazione; solo allora i due compagni realizzano che sarò presente per due giorni e non per il solo sabato: evviva!
Benzina all'AGIP del ferroviario e si va.
Ad Assemini il primo giallo: io e Stefano procediamo di conserva ma Danilo non si vede.
Stop e attesa: niente.
Telefonate: squilla ma non risponde nessuno.
Si fa tardi, dobbiamo raggiungere Giorgio a Gonnosfanadiga.
Dopo una ventina di minuti Stefano torna indietro in preda a preoccupazione.
Dopo dieci minuti ci sentiamo al telefono e mi dice che di Danilo non c'è traccia ma che non ci sono nemmeno tracce di incidenti.
In attesa del ritorno di Stefano mi lego lo zaino al telaietto della moto perchè a tenerlo in spalla era dura (troppo pesante).
Arriva Stefano e facciamo ipotesi sulla sorte di Danilo: altra strada? Triangolo delle Bermude in miniatura?
Intanto ci siamo mangiati un'ora e chiamiamo Giorgio che ci informa di essere a Gonnosfanadiga con Danilo in attesa del nostro arrivo: ???????.
Poi chiariremo che Danilo, avendo perso tempo a causa di una telefonata di lavoro, è poi partito a manetta ma ha sbagliato strada e poi ha recuperato facendo un giro che non ti aspetti a bypassandoci.
Arriviamo a Gonnosfanadiga che abbiamo già bruciato in maniera sciocca un bel pò di tempo.
Altro ne perdiamo quando ci troviamo a dover organizzare il pernottamento in quanto l'agriturismo SA VALASA (o qualcosa del genere) non è disponibile causa matrimonio.
Risolviamo grazie ad un mio amico di Gavoi che gentilmente ci recupera delle stanze dall'affittacamere SA POSADA di Gavoi centro.
Dopo una colazione corroboratrice in vista della giornata che ci aspetta partiamo verso Marceddì poi Arborea e dopo circa 130 Km di asfalto (partendo da Cagliari) finalmente arriviamo alle pendici del Monte Arci (naturalmente dopo un rifornimento).
Attacchiamo da una tagliafuoco sempre vista dalla SS 131 ma mai affrontata in moto; termina in prossimità di una cava.
La goduria inizia : veramente divertente.
Pausa alla cava dove vorrei mangiarmi la banana che in realtà è esplosa e si è trasformata in un frappè in mezzo a vestiti ed altro: diemmala!
Con un pacco di fazzolettini rimedio alla bell'e meglio allo schifo e si riparte.
Facciamo il periplo del Monte Arci senza soste se non brevi pause di riposo.
I percorsi sono giusti (non semplicissimi ma non estremi).
Tranne Danilo assaggiamo il terreno ma senza particolari sofferenze; c'è solo una breve rampetta nel sottobosco di Monte Arci che ci crea qualche impiccio.
Comunque il tempo scorre, i percorsi sono belli ed avrei già voglia di rifarli.
Si va avanti fino alle 18 quando terminiamo i percorsi nel Monte Arci e sbuchiamo a Villaurbana.
Bar con patatine e birra (ACE per il più giovane) e poi si riparte. Si salta la tratta sul Grighine perchè è già tardi e dobbiamo arrivare a Gavoi e poi domani ci attende un bel pò di roba in Goceano.
Benzina e via.
Nel trasferimento Danilo tenta un traverso alla Valentino Rossi arrivando lungo su una curva a destra ma domina da par suo la moto e recupera la situazione.
A quel punto giusto per non essere da meno mi cimento io in tre curve a destra con tanto di lungo; in un caso arrivava una macchina in direzione contraria e mi salvo grazie ad un BONUS (così ha sentenziato Giorgio).
Si fa buio, inizia a piovigginare.
A una trentina di Kilometri da Gavoi finisco la benzina; ci pensa Danilo con il suo tank maggiorato.
Verso le otto e un quarto giungiamo a Gavoi e dopo la telefonata con Nicola, chiamiamo il mio amico che gentilmente ci accompagna dall'affittacamere.
La signora è cordialissima e ci dice di parcheggiare le moto nel cortiletto dell'alloggio: è tutto aperto ma non c'è problema perchè tanto a Gavoi non tocca niente nessuno. Altre volte la pensione è stata meta di motociclisti e non c'è mai stato nessun problema. Il ribelle di turno (Giorgio) decide di lasciare la moto fuori perchè dice che deve abituarsi a stare da sola.
Doccia, cena ottima nel ristorante dinnazi alla pensione e poi verso mezzanotte tutti a nanna per poi doverci svegliare domani con colazione e partenza sollecita verso Burgos.
FINE PRIMA GIORNATA

SECONDA GIORNATA

Eravamo rimasti alla mezzanotte di sabato.
Ero stanco ma lo ho detto timidamente perchè pensavo di essere l'unico essendo l'anziano della comitiva. Invece anche gli altri hanno confessato di essere stanchi e la cosa mi ha rinfrancato: mal comune mezzo gaudio.
Quindi tutti a cuccia.
Accoppiamenti: Danilo in stanza con Giorgio e io in stanza con Stefano.
Dormo male, troppo coperto, Stefano che russa, ho sete, troppo stanco.
Verso le tre sento rumori che provengono dalle scale tipo gente che scende, sale, riscende, ecc.
Passano dieci minuti o un quarto d'ora e sentiamo bussare alla porta; mi alzo e vado a vedere chi è; Giorgio e Danilo vestiti di tutto punto ci annunciano che hanno rubato due moto e più precisamente la mia e quella di Stefano.
Ci vestiamo ed andiamo in strada.
Troviamo i padroni della pensione che ci raccontano di essere stati avvisati da una vicina che alle tre di notte ha notato un tizio che scendeva con una moto a motore e fari spenti in una stradina periferica che muore all'impianto di depurazione.
Siccome aveva visto le nostre moto parcheggiate ha immaginato che si trattasse di un furto ed ha avvisato la padrona della pensione. La signora ha verificato che mancavano le moto ed ha chiamato la polizia ed i carabinieri.
Per fortuna Gavoi è sede di una moderna e nuova caserma della polizia che deve presidiare un territorio vastissimo, per cui il commissario, buttato giù dal letto, è intervenuto subito, seguito dai carabinieri e poi da una auto della polizia.
Siamo rimasti impalati per circa una ora e mezza di notte in strada ad aspettare gli esiti delle ricerche, con i carabinieri che mi hanno fatto un cazziatone per non essermi ricordato con precisione la targa della moto.
...
Dopo una ora e mezza abbiamo deciso che era meglio tornare a letto ed aspettare.
Abbiamo aspettato per un quarto d'ora e poi siamo stati avvisati che le moto erano state ritrovate.
Il padrone della pensione gentilmente ci accompagna alle moto che troviamo già manomesse (cruscotti smontati e fili tagliati per fare i contatti). Non riusciamo a farle partire e la polizia chiama il carro attrezzi, invitandoci ad andare in commissariato una volta terminato il recupero.
Arriva il carro attrezzi ma per buoni 600 m dobbiamo spingere a mano le moto perchè la strada è stretta e il carro attrezzi non ci sarebbe passato. Arrivati ad una discesa riesco a mettere in moto la mia moto e la riporto alla pensione, mentre quella di Stefano viene portata in officina.
Intanto albeggia e con Stefano pensiamo che se fossero riusciti a farle partire avrebbero comunque fatto pochi kilometri perchè entrambe le moto erano a secco.
Dalla pensione al commissariato per la denuncia del caso. Là scopriamo che sono stati fermati DOS BURDOS di cui uno arrestato e l'altro interrogato e poi rilasciato (tali Congiu e Roberto Ciuco). Il commissario visibilmente contento per il successo del suo intervento dice di aver raccolto le cicche fumanti sul posto e di voler far fare l'esame del DNA per incastrare definitivamente i ladroni.
Terminato in commissariato torniamo alla pensione quando è ormai ora di colazione.
Ottima e abbondante .
Veniamo a scoprire che i dos burdos sono noti a tutti in paese per le malefatte compiute negli ultimi anni.
Avviso il mio amico che non vuol credere che sia successo un fatto del genere. In men che non si dica la voce si sparge per tutto il paese.
Andiamo dal meccanico dove è ricoverata la moto di Stefano che viene egregiamente rimessa in pristino.
Qualche lavoretto viene fatto anche sulla mia che bene o male riparte e marcia.
Ci raggiunge Angel Murdeu, presidente del locale motoclub che ci consola e ci offre assistenza e ospitalità per una prossima uscita. Andiamo al bar dove tutti già sanno e conosciamo un altro membro del locale motoclub.
Infine decidiamo di tornarcene dritti a Cagliari perchè ormai la giornata è rovinata (diemmala!).
Una volta partiti, faccio da battistrada.
La moto è strana, io sono stanco, nelle curve c'è qualcosa che non va , che me la rende difficile da controllare; penso che con i copertoni maciullati che mi ritrovo è il minimo che possa accadere.
Dopo mezz'ora mi fermo perchè realizzo che l'anteriore è bucato: nessun problema ! Ho il FAST!
Inietto tutta la bomboletta o almeno ci provo.
Sembra che abbia rimesso un pò a posto le cose e invece prima di Meana la gomma è completamente a terra.
Ci fermiamo e mentre io sono in preda allo sconforto più totale (che giornata di merda!) Giorgio e Danilo sostituiscono la camera d'aria (grazie, sennò sarei ancora lì).
Rimontato il tutto l'adrenalina mi fa superare la stanchezza e faccio una tirata unica fino a Suelli dove aspetto gli altri ma dopo un quarto d'ora e nessuna risposta al telefono decido di ripartire.
Nuova sosta a Senorbì dove metto 6,47 euro di benzina al prezzo di 10 euro (bancomat non funziona!), richiamo gli altri che mi dicono di essere fermi a rifocillarsi a Suelli.
Saluto e torno a Cagliari in preda all'incazzo.
Sembra che la goduria del sabato dovesse essere scontata con una penitenza nella domenica.
Adesso prima di riutilizzare la moto oltre che alla sostituzione dell'ammortizzatore dovrò pensare anche a risistemare tutta una serie di altre cosette ed a sostituire le gomme.
Ho idea che sparirò per almeno quindici giorni, visto che oltre ai casini sulla moto ho anche qualche rogna al lavoro.
Attendo da Danilo le dritte per i ricambi per mettere a posto la moto...
Saluti a tutti

Citz



ED ORA LE FOTO!!!!!